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L’impianto geotermico di Max Streicher: il terreno diventa fonte di calore rinnovabile

La mattinata di presentazione delle Comunità Energetiche (leggi) è iniziata con la visita all’impianto geotermico di Max Streicher da parte dei consiglieri di amministrazione del Comitato Ecodistrict Parma Corrado Chiesa e Giulio Schiaretti, di altri imprenditori e dipendenti dello Spip e dell’assessore all’ambiente del Comune di Parma Gianluca Borghi.

“Un impianto geotermico sfrutta il calore naturale presente nel sottosuolo per produrre riscaldamento, raffrescamento o energia elettrica. La geotermia è considerata a tutti gli effetti una fonte rinnovabile perché non brucia combustibili fossili, riduce la CO₂ e sfrutta energia naturale del pianeta” hanno spiegato i tecnici dell’azienda. “Nel terreno, già a pochi metri di profondità, la temperatura resta abbastanza costante durante tutto l’anno (in Italia spesso tra 12 e 18 °C). Vengono inserite nel sottosuolo delle sonde geotermiche: tubazioni verticali o orizzontali dentro cui circola un fluido. Questo fluido assorbe il calore della terra in inverno e lo trasferisce a una pompa di calore. La pompa di calore ‘amplifica’ questa energia e la usa per scaldare acqua e ambienti. In estate il processo può invertirsi: il calore dell’edificio viene scaricato nel terreno, ottenendo raffrescamento. Il liquido viene poi reimmesso nella medesima falda così da non generare alcun squilibrio ambientale.”

Max Streicher ha installato i suoi due impianti geotermici nel 2016 e nel 2023 con ottimi risultati in termini di efficienza e costi di funzionamento pari al 20-30% rispetto ai sistemi tradizionali.

“A differenza rispetto ai pannelli solari che dipendono dal sole e dalle condizioni meteo, la geotermia sfrutta una temperatura stabile nel sottosuolo, quindi produce energia in modo continuo” hanno concluso i tecnici. “Se parliamo di un quartiere industriale come lo Spip, possiamo dire che solare e geotermico si integrano perfettamente tra loro.” AM

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