“Verdi Off è un progetto che abbiamo messo a sistema, non è un’appendice. Ci consente di uscire dal teatro e raggiungere le persone che altrimenti non vi accederebbero. Non attendiamo il pubblico a teatro: lo andiamo a prendere.”
Con queste parole Dario Montrone, responsabile delle relazioni esterne del Teatro Regio, ha aperto l’incontro sulla progettazione della stagione Verdi Off 2026 con gli imprenditori della città, e in particolare dello Spip, sottolineando il valore di un progetto che porta la musica e la cultura nei luoghi del lavoro e della vita quotidiana. “È bello vedere qui imprenditori che hanno già ospitato nelle loro aziende gli spettacoli di Verdi Off e altri che hanno manifestato interesse o la volontà di aderire.”
A ripercorrere la storia e il senso dell’iniziativa è stata Lisabetta Baratella, responsabile dei progetti speciali del Teatro Regio: “Verdi Off è iniziato dieci anni fa, perché Giuseppe Verdi sta stretto entro quattro mura. È diventato un riferimento internazionale per messaggi e linguaggi. Quando intercettiamo l’interesse di un imprenditore, entriamo in azienda, ne conosciamo la storia, le persone, l’identità. Solo così possiamo proporre spettacoli davvero in sintonia con il contesto. Grazie alla lungimiranza di Ombretta Sarassi, ci siamo sperimentati nella Verdi Spip Parade, affinché Verdi arrivasse nel più grande quartiere industriale della provincia. E’ un progetto che guarda anche al futuro. Crediamo nelle nuove generazioni, che sono il futuro delle aziende, della città e del teatro.”

Particolarmente sentito l’intervento di Ombretta Sarassi, presidente del Comitato Spip, che ha raccontato il percorso che ha portato Verdi Off nel cuore dell’area industriale: “Gli imprenditori, in generale, hanno poco tempo da dedicare alla cultura. Pilotta e Teatro Regio sono due pilastri della nostra città. Ricordo quando l’allora sovrintendente Anna Meo venne a trovarmi per parlarmi di cultura: un gesto non scontato, perché spesso, al di là delle sponsorizzazioni, gli imprenditori vengono poco coinvolti. Poi arrivò Luciano Messi, altrettanto bravo, e iniziammo a valutare insieme la possibilità che Verdi Off raggiungesse anche lo Spip. Ho capito che si poteva costruire qualcosa di importante e diverso. Qualunque fosse stato l’esito della prima edizione, lo Spip avrebbe iniziato a farsi conoscere in modo nuovo. Oggi non possiamo che migliorare, con la speranza che sempre più imprenditori si uniscano alla Spip Parade 2026, in programma il 26 settembre“.
La Spip Parade si inserisce in una rete più ampia di collaborazioni. “Anche quest’anno sarà affiancata da ‘Imprese Aperte’, promosso dall’Unione Parmense degli Industriali e dall’associazione ‘Parma, io ci sto'” ha ricordato Valentina Ruberto, coordinatrice del progetto. “Siamo arrivati a 60 aziende che aprono le proprie porte e raccontano il loro ‘saper fare’. Lo scorso anno abbiamo realizzato circa 200 appuntamenti gratuiti in provincia, anche allo Spip, condividendo lo spirito e gli obiettivi della Verdi Spip Parade.”
Un percorso che continua a crescere, mettendo in dialogo impresa, cultura e comunità, e che conferma come la musica di Verdi possa ancora oggi unire mondi diversi, parlando a tutti. AM
